Si tratta di un insieme di edifici, costituiti da vari appartamenti all'interno del caratteristico Borgo di Raggiolo immerso nel verde dei boschi toscani in un ambiente pressoché incontaminato posto alle pendici del Pratomagno nella valle del Casentino al centro di famose località storico-turistiche (La Verna, Camaldoli, Poppi, Arezzo, etc.) raggiugibili facilmente per strade che si rivelano esse stesse parte della bellezza del viaggio.Gli edifici, completamente restaurati con l'impiego di materiali tradizionali (pietra, legno, mattoni a faccia vista, etc.) e nel rispetto delle caratteristiche tipiche dell'architettura toscana, sono dotati di tutti i confort e servizi moderni compresa la possibilità di usufruire del ristorante e della piscina annessi alle case vacanze.
iscritto dal26/05/2010
Nel silenzio di luoghi pervasi da una specie di sospensione del tempo, Raggiolo domina dall'alto la sua valle, magnificamente inattuale. Si presenta con la semplicità di chi ha radici profonde, più che millenarie e un antico e nobile retaggio storico di fierezza, di confronto quotidiano con le asperità della vita, di ascendenze che si inoltrano nella notte dei secoli. Storie di longobardi, di signori feudali e in particolare di una colonia di Corsi che la tradizione del paese vuole qui dedotta secoli orsono. Gente testarda quella di Raggiolo, indomabile e astuta, temprata dalle fatiche. Montanari dalla vita scandita da castagne essiccate, dalla familiarità con il bosco e con gli animali, dalla transumanza nelle Maremme. Veloci con la roncola e il pennato, audaci nell'uso del coltello, di insolito vigore fisico, di intelligenza vivace. E una miseria dura da sopportare nel freddo intenso degli inverni tra polenta, castagne bollite e formaggio.Di tutto questo oggi resta il paese, plasmato secondo la misura degli antichi mestieri, pensato come realtà coerente e compiuta nel rapporto secolare con l'ambiente naturale, tanto da divenire un paesaggio da tutelare. Per non rinunciare all'antica saggezza di Raggiolo, alla sua semplicità, all'autenticità del suo messaggio di vita. Segni di un'identità da coltivare, di un progetto per il futuro.
Vista Campagna, Distanze Centro città, Orientamento delle abitazioni Sud-Ovest
alloggi zona (m²) 70, Numero di camere 4, Numero di camere da letto 2, Numero di bagni 1, Numero di servizi igienici 1, Numero di doccia 1, Riscaldamento Riscaldamento a gas, Loggia
Letto singolo 2, Letto matrimoniale 1, Divano letto matrimoniale 1, Letto per bambini, Bambino sedia
Lavatrice, microonde, Fornello Gas, Forno Elettrica, caffettiera, Bollitore, Congelatore
Distanza da negozi 100 m max, Giardino privato
piscina all'aperto Privato, Barbecue
Biancheria compresa nel prezzo dell’affitto e presente
Supermercato, Ristorante, Ospedale
Golf, Campo da tennis, Cinema, Discoteca
È permesso più di un animale Si, Per fumatori
Arte, Storia e Luoghi ReligiosiLe case Vacanze "" Il Borgo dei Corsi"" è situato nel cuore della vallata Casentinese, le cui origini storiche sono state tramandate nei secoli per mezzo di varie opere artistiche e letterarie. Come non ricordare quel celebre passo della divina commedia con il quale Dante Alighieri rendeva il proprio omaggio alla vallata Casentinese, "Li ruscelletti che de' verdi colli del Casentin discendon giuso in Arno, faccendo i lor canali freddi e molli" (Dante Alighieri, Inferno XXX, 64-66). Oppure le tante opere di Della Robbia di cui le chiese e i conventi della vallata portano ancora oggi traccia indelebile. Per non parlare poi delle Pievi e dei castelli, che svettano maestosi sulle verdi colline dominando la sottostante pianura sulla quale scorre il fiume Arno, luoghi che un tempo furono teatro di cruente battaglie come la famosa Battaglia Di Campaldino, alla quale prese parte lo stesso Dante.Il Castello di PoppiIl castello di Poppi è il monumento principale della vallata Casentinese. Al contrario di tutti gli altri castelli della zona non è stato rovinato dal tempo e dagli uomini essendo sempre stato usato come residenza del potere politico locale. Fin dalle sue origini la storia del castello è strettamente legata a quella della più grande famiglia feudale del Casentino che mise Poppi al centro delle sue grandi proprietà ed abitò questo maniero per quasi quattrocento anni: i conti Guidi. Il Santuario della VernaLa Verna è meta fissa di migliaia di pellegrini che tutti gli anni si recano al santuario, luogo di culto e preghiera in cui visse San Francesco d'Assisi. Qui si possono ammirare il "Sasso spicco", il letto del Santo, la sua cella e numerose terrecotte di Andrea e Luca della Robbia. Persino Dante Alighieri nel "Paradiso" cita il "crudo sasso" riferendosi appunto al famoso sasso spicco. Santa Maria del SassoIl complesso architettonico di Santa Maria del Sasso comprende il Santuario, il Monastero e il Convento. E' una struttura di grande valore storico, artistico e religioso, risalente all'epoca rinascimentale, dichiarato monumento nazionale nel 1899. Il Santuario prende il nome da un grande masso sul quale durante l’anno 1347 si verificò l'apparizione della Madonna. L'attuale convento, consacrato già dal 1507, è ricco di opere d'arte di illustri autori, ed è custodito da Sacerdoti e Monache dell’Ordine domenicano. Sacro Eremo di CamaldoliL'Eremo di Camaldoli è stato fondato da San Romualdo nei primi anni del XI secolo, ed è la casa madre della Congregazione benedettina dei camaldolesi. Si trova nell'omonima località di Camaldoli, tra i foltissimi boschi di abeti e faggi del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. L'eremo è costituito dalle celle degli eremiti e da una Chiesa di rifacimento settecentesco che dà accesso ad alcuni ambienti, tra cui il Capitolo dal bel soffitto ligneo e la cappella della Madonna del Rosario.Il Parco Nazionale delle Foreste CasentinesiIl Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, la seconda foresta più grande d'Europa, è facilmente raggiungibile dalla nostra struttura, si possono raggiungere luoghi di rara bellezza, paesaggi in cui è la natura fa valere le proprie regole.La Flora del ParcoIl Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi ospita una grandissima varietà di specie arboree, tra le quali assumono notevole importanza le secolari Abetine, i boschi di faggio e acero montano, i boschi misti con tantissime varianti di specie quali faggi, aceri, frassini, olmi, tigli, ornielli e tante altre ancora. Oltre alla vegetazione della fascia montana, troviamo ben rappresentate anche tutte le tipologie di bosco della sottostante fascia submontana, come ad esempio i boschi di Querce a Cerro e a Roverella, i Castagneti (soprattutto nella zona di Camaldoli e a Castagno d’Andrea nel versante fiorentino), nonchè i rimboschimenti di Pino nero. Tra gli alberi ricordiamo la rara Cerro-sughera e, in luoghi caldi e rocciosi, alcuni esemplari relitti di Leccio. Sono inoltre tantissime le specie erbacee che popolano il Parco, con oltre 1000 tipologie finora censite.La Fauna del ParcoNumerose sono le specie animali che vivono nelle foreste del Parco. Tra le specie animali più rare possiamo ricordare il lupo che in passato ha anche rischiato l’estinzione, più comuni sono invece il tasso, la puzzola, la donnola e la faina. Sono presenti inoltre numerosi esemplari di capriolo, cervo, cinghiale, muflone e daino. I volatili sono presenti con più di 80 specie tra cui lo sparviero, l’astore, il falco pecchiaiolo e l’aquila reale, i picchi (verde, rosso maggiore e rosso minore) e il poco comune rampichino alpestre che nelle abetine più antiche vanta la principale popolazione toscana. Le EscursioniSe siete amanti della natura e del verde, la nostra struttura è sicuramente un buon punto di partenza per escursioni all'interno delle foreste casentinesi. Il paese infatti si trova al centro della Vallata Casentinese, sovrastato dai monti che la separano dalla vallata Fiorentina (Pratomagno) e circondato dell'appennino Tosco-Romagnolo e dalle catene montuose che la separano dalla val Tiberina.Funghi CasentinesiIl Casentino è una vallata costituita in prevalenza da territorio boschivo, il cui genere spazia dal Cerro, al Castagno, fino ad arrivare all'Abete e al Faggio. Queste tipologie di boschi, unite al tipico clima locale, formano un abitat perfetto per la crescita di numerose specie di funghi quali ad esempio il buonissimo Porcino (Boletus, in micologia) e il pregiato tartufo. Il periodo di raccolta del Porcino spazia da Maggio a tutta la fascia autunnale, e trova il suo apice nei mesi di Giugno,Luglio e Settembre,Ottobre. Per quanto riguarda il Tartufo, le qualità presenti nella vallata sono molteplici: il più pregiato, presente solo in alcune zone del Casentino ma molto diffuso nella confinante Val Tiberina, è il "Tartufo Bianco". Emana un profumo forte, gradevolissimo e si consuma fresco perché non adatto alla cottura. Il "Tartufo Nero Pregiato" invece è una specie che si trova frequentemente nella nostra zona, ed è molto indicato anche per la cottura; il suo odore è delicato e gradevole. Un'altra qualità molto rinomata è il "Tartufo Marzuolo", le cui dimenzioni sono certamente più ridotte rispetto alle altre qualità, ma il cui sapore e certamente molto consistente ed apprezzabile.La Raccolta delle CastagneIl Mese di Ottobre nella vallata Casentinese è il periodo ideale per la raccolta di varie specie di castagne, fra le quali possiamo ricordare il pragiato "Marrone" e la più piccola "Pistolese" e la locale "Raggiolana" Entrambi le tipologie di castagne si trovano in quantità abbondanti nei vari castagneti che circondano tutta la valle del Teggina. In Ottobre si può inoltre assistere a varie manifestazioni, nelle quali è possibile acquistare castagne e prodotti derivate, come la rinomata "Farina di Castagne" che trova il suo utilizzo in numerose ricette Casentinesi.L'ultima settimana di Ottobre a Raggiolo si svolge la tradizionale festa di "Castagnatura" con prodotti tipici a base di castagne e rievocazioni storiche della lavorazione della castagna stessa, con dimostrazini di macinatura a pietra nel caratteristico molino ad acqua recentemente ristrutturato. Inoltre sempre a Raggiolo è presente l'ecomuseo della castagna dove è possibile ammirare vecchi strumenti e leggere antiche storie sul frutto del bosco che ha sfamato in antichità intere generazioni.
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